venerdì 20 ottobre 2006

Attacchi di panico... improvvisa senzazione di paura e malessere non definita, una specie di terrore che ti attanaglia senza un motivo apparente. Be, oggi ne ho avuto uno. Cristo, un momento prima ero li bello allegro, stavo facendo la spesa avevo appena fatto due chiacchiere con un amico che non vedevo da un pò, potrebbe anche risultare in qualcosa dal punto di vista lavorativo.. ed un attimo dopo, quella sensazione. Tutta d'un botto, immediata. Mi mancava il respiro, non capivo più un cazzo, sono praticamente fuggito dal supermercato ( per fortuna ho ricordato di pagare ), e sono tornato di filata a casa. Avovo paura, ma non so di cosa. Ho telefonato a Lei quasi subito, per fortuna era già quasi l'ora della pausa pranzo, e sono riuscito a parlarle... stava bene. Ma questa sensazione, anche una volta finito l'attacco vero e proprio, è rimasta ancora un pò. Ora sono abastanza tranquillo, anche se ripensarci non mi fa piacere... però, i chiedo a cosa fosse legata Non credo più di tanto alle premonizioni, ma, mentre ero in strada, che mi guardavo attorno come una bestia braccata, avevo paura... paura per qualcuno. Non so dire chi, come e perchè.... ma avevo paura per qualcuno. Adesso, mi sento stupido, ma non ho il coraggio di chiamare tutti quelli che conosco, per vedere se stanno bene... Merda, mi sa che la mia testa e ne stà andando a puttane...

mercoledì 4 ottobre 2006

Scrivere.... sono parecchi giorni che ho voglia di scrivere qualcosa, qualunque cosa.... ma alla fine non lo faccio mai. Queste pagine sono sempre più vuote, sempre più silenziose... anche perchè non ci sono novità da scrivere. La situazione non cambia, io non cambio.... o forse ci sto mettendo troppo tempo. Sono 3 o 4 giorni che mi sto dando al piacere di guardarmi le registrazioni di vecchi spettacoli di comici ( di sinistra o sinistroidi... quelli di destra, prima che comici sono politici, di solito... e non vanno a teatro); gente come Paolo Rossi, Claudio Bisio, Maurizio Crozza e Giobbe Covatta. Spettacoli unici, direi... ognuno con il suo stile, ognuno con i suoi temi, sono forse tra i pochi uomini di spettacolo che quando parlano fanno pensare ( oltre a ridere ) con quello che dicono, che uno sia daccordo oppure no. La televisione di adesso non so in che condizione sia ( ho smesso di guardarla da 6 - 7 anni, ormai... ), ma posso immaginare che questi signori siano raramente in onda, quando tutta l'attenzione dei media va a dei poveri cristi, solitamente rinchiusi da qualche parte ( una villa, un isola, una beauty farm ), a farci vedere quanto è bella la vita da ignoranti, da uomini qualunque, da medio-man. Questi uomini, che medi ( o mediocri ) sicuramente non sono, quanto meno usano l'intelligenza, anche solo per far ridere, sono oscurati, dimenticati, relegati ad uno spazio che, per fortna, non li uccide: il teatro. E sono ancora in grado di provocare emozioni, come lo spettacolo di Bisio che, sulle note di "Storia di un Impiegato" di De Andrè, analizza la vita, in chiave ironica ovviamente, di un uomo qualunque. Mi sono trovato a piangere, non so bene neanche il perchè, durante il suo monologo "I bambini sono di sinistra". Ha toccato qualcosa in me, probabilmente qualche ricordo, forse il mio animo ancora troppo giovane per il mondo adulto che ho scelto di affrontare... ha toccato ricordi, come quello della morte di mio nonno... piango ancora adesso al suo ricordo, nonostante abbia ripetuto fdino all'estremeo a me e a mia nonna che in fondo, è andato a star meglio di noi ( ovunque sia andato ), che ha smesso di soffrire, che sorrideva prma di morire. Nonostante questo, se penso a quando ho dato l'ultimo bacio alla sua fronte ormai fredda, mi torna ancora da piangere. Grazie di essere esistito, nonno. Sei stato un uomo buono, almeno per me, e di questo ti sono grato. So che probabimente non puoi leggere queste pagine, ma credo che, se qualcosa di te esiste ancora, anche solo nel mio cuore, tu possa ricevere i miei pensieri. Ti voglio bene...