Ancora una volta mi trovo qui, davanti a questa invitante tastiera, ad osservar la casuale disposizione delle lettere come fosse un mistico disegno, uno strano marchingegno che mi permette di tradurre in maniera "comprensibile", almeno a me stesso, il caos primordiale che aleggia nella mia mente. Già, perchè, a quanto pare, è questa infine la funzione primaria di questa pagina: un luogo dove io possa scagliare tutti i miei reconditi pensieri, per riuscire infine a dargli forma e, forse un significato. Il fatto che sia in un luogo in qualche modo raggiungibile a chiunque probabilmente fa parte del meccanismo, un po' come se fossi in mezzo ad una strada a pensare ad alta voce dei cazzi miei... prima o poi qualcuno li sentirà, ma la cosa fondamentale è che li senta io stesso. E scriverli qui, invece di sbraitare come un pazzo in mezzo ad'un incrocio, mi sembra meno imbarazzante.
Non ho la minima idea di cosa passi per la mia testa, se non a gandi linee: paura, insicurezza, frustrazione per un mare ed un monte di istinti e desideri repressi, la voglia di fare qualcosa e la consapevolezza di non poter fare nulla... veramente, non so più che fare.
A quanto pare, mi piace infilarmi in situazioni sulle quali non ho il minimo controllo, per poi ritrovarmi ad attendere, con la possibilità di essere felice che mi ammicca come fa la carota con l'asinello. Il brutto, è che non posso neanche incazzarmi con l'altra componente di questi "drammi" ripetuti: è sempre una persona che si caccia in situazioni simili per la troppa bontà e l'incapacità di far soffrire il prossimo volontariamente... e per questo, che non riesce a prendere una decisione, e soffre quanto e forse più di me.
Neanche la possibilità di incazzarmi, vacca boia... anzi, mi sento pure uno stronzo, perchè non riesco a fare a meno di stare così.
E più passa il tempo, meno riesco ad uscirne... quando mi innamoro, è quasi sempre un dramma.
Forse dovrei smettere di farlo?
Non credo di esserne capace.
lunedì 12 gennaio 2009
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