lunedì 24 luglio 2006

Undici e trenta... sono tornato da poco a casa, abbiamo prenotato le vacanze estive. Un po di stacco, da questa vita d'inferno, non ci farà male... anzi, ne abbiamo proprio bisogno. Alla fine la serata di sabato è stata "normale": gente che arrivava in ritardo, la pizzeria che voleva fulminarmi, una passeggiata nel parco e dopo una serata a ballare... ovviamente molti meno della metà sono quelli che mi hanno seguito, ma non mi aspettavo nulla di diverso. E' bello avere dei punti saldi nella propria esistenza, sapere esattamente cosa ti risponderanno alcune persone quando le inviterai a ballare... vabbè, smetto che se no mi rattristo. E proprio non mi va. E' strano come chi ti è vicino, chi più chi meno, sia in grado di farti male senza neanche accorgersene, senza neanche pensare che quello che può essere un gesto, una parola qualunque, possa assumere per un altra persona un significato profondo e doloroso. Oddio, non che io sia un mostro di sensibilità, la mia buona dose di dolore involontario devo averla elargita anche io, ma resta comunque strano e misterioso, secondo me. Per fortuna, esiste anche il rovescio della medaglia, a volte basta un solo sorriso a cancellare tutto, a vlte anche qualcosa di più intenso e "privato"... e ti rendi conto di quanto sei fortunato ad avere vicino a te una persona speciale. Probabilmente può sembrare un vaneggiamento, ma la persona di cui parlo sa esattamente csa intendo... biri. Tornando alla giornata di oggi, a parte il caldo e la stanchezza ( hai presente quando ti svegli e dici " ma mi sono addormentato 1 minuto fa" e devi ingurgitare sonore dosi di caffè per convincere quei dannati occhi a rimanere aperti quanto basta per riavviare il cervello?) è sempre la solita solfa, bisogna vincere lo scazzo. Le energie non mancano ( miracolo! ) ma la depressione e il senso di essere una nullità, inutile e senza lavoro, sono sempre alla porta... ho una gran voglia di prenderle entrambe a testate. Mi sono stancato di stare così, mi sono stancato di non potermi prendere un gelato senza rimanere a corto di sigarette, o l'opposto, di aspettare che dal cielo cadano quei quattro soldi che mi permettano di comprarmi un libro che ho visto e che innumerevoli volte ho detto " lo compro un altra volta". E' un modo di vivere deprimente, e umiliante. Certo, nessuno mi ha costretto, ma sembra proprio che il mondo sia contrario al mio desiderio di indipendenza genitoriale, al mio desiderio di innoltrarmi nella vita adulta così presto ( presto? Mia madre mi ha fatto nascere che era un anno più grande di me, e già viveva da sola da anni... )... poi si lamentano che i giovani d'oggi stanno sempre a casa con mammà; ti credo, prova te a vivere da solo con stipendi da 800 € al mese, e col ensiero che domanipotresti trovarti per strada e rimanere disoccupato per altri 2 mesi, prima di trovare un altro lavoro del cazzo. Bha, è proprio un mondo che non capisco. Resta comunque il fatto che la mia decisione l'ho presa, e a culo tutto il resto. Ho deciso di dire basta a questo stato di cose, e di rimboccarmi le maniche... vediamo un pò cosa ne salterà fuori.

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